05/07/2008
AUGURI zietta!!!
Oggi 5 luglio è un giorno speciale: è il compleanno della mia zia Sandra! 
Non so esattamente quanti anni compie (lei sorvola sull'argomento...) ma direi che li porta proprio bene!
Allora auguri e mantieniti in forma: tra pochi mesi ci saranno altri due nipotini e dovrai proprio dare una mano a Veronica e Simone!
01:05
Scritto da : carolsmile
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11/06/2008
Meglio raddoppiare...
In un post precedente avevo raccontato che mia zia Veronica aspettava un bambino ............... ma ora abbiamo scoperto che

01:27
Scritto da : carolsmile
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Ma davvero ho fatto un blog ?!? (compitino 9)
Mai e poi mai avrei pensato di fare Medicina e di imparare qualcosa di informatica .... al punto di fare un blog !!!! Incredibile ma vero: guardate la mia foto seduta al computer l'anno scorso !!!

Lo so, l'ho già detto, è stata una esperienza sorprendente: un corso diverso, fuori dagli schemi e dagli standard, con strumenti nuovi e accattivanti da sperimentare.
Un corso in cui un prof che non è un medico ci ha trasmesso quello che sta alla base della formazione medica: il rapporto stretto, empatico, umano che deve esistere tra medico e paziente.
Siamo arrivati alla fine, i compitini li ho fatti tutti, dovrei essere contenta: succede così con le altre materie, si fa l'esame e tutto finisce col voto. Ma con questo no, non voglio che finisca col voto. Adesso sto studiando sodo altre materie, ma quando la pressione si calmerà un po' voglio dedicarmi ancora al mio blog, magari scrivendo qualcosa in più di me e delle mie passioni...
Un saluto a tutti i ragazzi del corso con cui ho condiviso questa avventura e un saluto speciale a un prof speciale
01:11
Scritto da : carolsmile
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30/04/2008
WE have a dream!
...compito 8... commento del 19 aprile al post di iamarf
Faccio l’esame di maturità, mi iscrivo alla facoltà di Medicina e comincio a seguire le lezioni: appunti , sbobinature, esami. E poi c’è il corso di informatica: mamma mia comincio quasi dalle basi!, sistema binario, il desktop… E poi… chi se lo aspettava che un corso di informatica ti scuotesse la mente con tante questioni di vita, di relazioni empatiche con gli altri, ti richiamasse alla mente tanti sogni, tante speranze (utopie?)… !! Prima il seminario “I care”, stupenda sorpresa di vedere come persone competenti e impegnate si diano anima e corpo a prendersi cura dei più piccoli, dei più indifesi, con il sorriso, tenendo per mano la sofferenza.
Adesso “I have a dream”: cosa ci aspetta ora? Ho letto il testo dell’intervento di martedì prossimo: è troppo, prof, è davvero troppo! Le aule universitarie che un po’ mi spaventano, i docenti che spargono sapienza e mi mettono in soggezione (sono sempre stata timida…): è mai possibile ridurre questa distanza abissale, è mai possibile stabilire un “contatto”? Sì, è possibile, deve essere possibile, è un sogno troppo bello per poterci rinunciare. Avere un docente che ti trasmette tutta la sua passione per la materia che insegna, che ti rende partecipe della materia, facendotela vedere bella e interessante e alla tua portata: magari una materia ostica e complessa ma che diventa affascinante e non ti costa fatica impararla. Uno che non parla dall’alto del piedistallo, lontanissimo, ma un docente che ti coinvolge, che ti rapisce… E’ un talento che occorre avere dentro, che non si impara: è una dote che va oltre la competenza. E’ quindi difficile trovare docenti di questo calibro: ma sarebbero speciali.
Ma questi docenti speciali che riescono a instaurare con gli allievi un rapporto di empatia non possono che formare allievi che saranno in grado, a loro volta, di stabilire gli stessi tipi di rapporto con gli altri. Dove gli altri sono ancora altri futuri allievi (gli allievi di oggi saranno i docenti di domani) ma gli altri sono anche i propri pazienti.
L’insegnamento è la “passione”, la “partecipazione” (I care): occorre che un medico entri in contatto con il proprio paziente, si prenda cura del suo corpo entrando anche in sintonia con la sua mente, riesca a capire gli stati d’animo, accolga con un sorriso chi soffre.
Mi sembra di vivere in uno dei miei sogni migliori, sono sempre stata una sognatrice (”I’m a dreamer” come cantava J.Lennon), ma adesso questo sogno mi sembra perda i contorni nebulosi e violacei del sogno e prenda i contorni vivi e definiti della realtà, perchè siamo tanti, perchè ci crediamo, e se tutti abbiamo questo sogno (WE have a dream), questo sogno diventerà realtà e solo così potremo migliorare il nostro mondo, cominciando a crederci da adesso.
Come i grandi sognatori, come Martin Luther King, come Gandhi, cominciamo da adesso a cambiare noi stessi.
21:55
Scritto da : carolsmile
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19/04/2008
Imagine.....immagina (I'm a dreamer)...
Immagina non ci sia il Paradiso
prova, è facile
Nessun inferno sotto i piedi
Sopra di noi solo il Cielo
Immagina che la gente
viva al presente...
Immagina non ci siano paesi
non è difficile
Niente per cui uccidere e morire
e nessuna religione
Immagina che tutti
vivano la loro vita in pace..
Puoi dire che sono un sognatore (I'm a dreamer)
ma non sono il solo
Spero che ti unirai anche tu un giorno
e che il mondo diventi uno...
Immagina un mondo senza possessi
mi chiedo se ci riesci
senza necessità di avidità o rabbia
La fratellanza tra gli uomini
Immagina tutta le gente
condividere il mondo intero...
15:40
Scritto da : carolsmile
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17/04/2008
... regala un sorriso ...

Se vedi qualcuno senza sorriso ... dagli il tuo!
23:10
Scritto da : carolsmile
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The 1000 Genome project
E' partito... è partito "The 1000 Genome project", per sequenziare il genoma di un campione di 1000 individui di tutte le razze
e di ogni parte del mondo, rappresentativo della popolazione mondiale: l'annuncio è stato dato da un consorzio internazionale di istituti di ricerca.
L'obiettivo è quello di studiare il loro codice genetico e di confrontare il modo in cui le persone sono diverse, nel loro aspetto fisico ma anche nelle malattie alle quali potrebbero essere predisposti. Questo è importante perchè in tal modo si potranno sviluppare terapie e farmaci "personalizzati" ed estremamente efficaci.
Fino a poco tempo fa, i genetisti, in base ai geni di un campione molto esiguo di persone (circa 270), ritenevano che il DNA dei vari individui fosse simile al 99,9 per cento; ma studi recenti hanno mostrato che le variazioni genetiche sono molto più importanti di quanto si pensasse.
Nel 2000, dopo un lavoro di ricerca durato 13 anni, gli scienziati avevano portato a termine il "Progetto genoma umano" che ha consentito di "decodificare" i due metri di DNA che ognuno di noi porta in ogni sua cellula. In un futuro molto prossimo ogni individuo potrà avere (se lo desidera) il proprio genoma sequenziato e scoprire così la propria identità anche dal punto di vista genetico...
Ma adesso via al nuovo progetto di giungere a una sorta di "cartografia" della specie umana!!!
22:08
Scritto da : carolsmile
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10/04/2008
Regalami un sorriso... (compito n°6)
Beh, quando il prof ha scritto il primo post sul compito n° 6, sono andata a dare un'occhiata al blog di Elvira Berlingieri, che si occupa di diritto d'autore e proprietà intellettuale, tutela del software e diritto delle nuove tecnologie... mammamia!! ho pensato: chissà che barba, ...ma insomma si deve andare.... Quando poi il prof ha cambiato il titolo del seminario in "I care" ho subito pensato al suo significato: "io ci sono, me ne assumo la responsabilità", "voglio essere partecipe, voglio essere utile".......ma che c'entra col seminario dell'Elvira?
E poi quel giorno nell'aula grande, quelle parole su Don Milani, un prete che insegnava agli altri come diventare dei veri esseri umani da un minuscolo paesino vicino a Vicchio, Barbiana....la sua "partecipazione empatica" (I care) nei confronti degli altri esseri umani. E poi parla Elvira e fa un sacco di discorsi su Medwiki, che è illegale condividere materiale didattico (criminali!)...e poi il colpo di scena, qualcuno le prende il microfono e inveisce contro questo modo assurdo di pensare (attimi di disappunto e panico: la Burchi interviene.....)
Ma ecco che entrano loro, i medici-clown, i Patch Adams di casa nostra, che danzano, suonano e scherzano: li riconosco, sono quelli di M'ILLUMINO D'IMMENSO: mio padre, che è medico al Meyer me ne aveva parlato. Sono un gruppo di studenti e medici che usano la cura del sorriso, la clownterapia: aiutano con il buonumore i piccoli pazienti e i loro familiari a vivere con serenità l'esperienza ospedaliera....e allora ho capito che lo spirito che li spinge sta tutto in questo darsi agli altri, nel mettere l'aspetto umano del rapporto col paziente alla stessa stregua dell'aspetto medico, e che anzi il medico saccente e distante (su un piedistallo) anche se competente non cura veramente l'individuo nella sua totalità. Sì, perchè il medico si deve porre con umanità, sensibilità, deve prendersi a cuore il paziente (I care), cominciando dai bambini, ma poi anche gli adulti, i vecchi....e sempre col sorriso, con la dolcezza, con la disponibilità, con la "partecipazione".
La nostra marcia gioiosa in corteo dentro Careggi, lo stupore della gente,
....grande prof, ci ha regalato una bella lezione!!!!!
N° parole: anche questa volta ho superato il limite (255) ma lo accetti con un sorriso, prof..........
22:35
Scritto da : carolsmile
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06/04/2008
L'importanza del contesto (5° compitino)
L'argomento matematica mi piace davvero parecchio: la matematica mi ha sempre affascinata e al liceo sono sempre andata bene. Molta attenzione in classe, poco tempo a studiare e divertimento a risolvere gli esercizi. Questo anche grazie ad una insegnante che ci ha "catturati": durante le altre ore di lezione, casino, chiacchiere e disattenzione. Nelle sue ore silenzio e interesse. Molti la ritengono una materia complicata, quasi astrusa, ma inceve è una materia se vogliamo complessa, ma proprio per questo possiamo analizzarla e scomporla per cercare di risolverla.
Il post del prof l'ho trovato davvero interessante e insieme sorprendente: quante volte ho visto quelle formule ma non avevo colto nè le analogie sintattiche nè le differenze semantiche! A me è venuta in mente l'equazione della classica retta passante per l'origine:
y = ax
in questo caso siamo nel "contesto" puramente matematico anzi di geometria analitica. La x e la y hanno significato in un sistema di assi cartesiani ed "a" rappresenta una costante, ma è anche il coefficiente angolare della retta rispetto all'asse x. Il secondo principio della dinamica si presenta in una forma analoga:
F = ma
ma in questo caso "a" NON è una costante ma una variabile e rappresenta precisamente l'accelerazione lineare. Siamo nel campo ("contesto") della fisica meccanica ed ogni simbolo ha il suo preciso significato. Per molti matematici e filosofi è ormai pacifico asserire che "la matematica è un linguaggio", ma questa affermazione ha una serie notevole di implicazioni non banali. Intanto il linguaggio matematico è "sintetico": una formula fornisce una descrizione sintetica di un fenomeno complesso. E la sinteticità, a mio giudizio, è una gran cosa: ti dice tante cose in un'unica soluzione e ti impone di pensare, di ragionare per cogliere tutte le indicazioni, tutte le implicazioni. Inoltre la matematica è una scienza "esatta" ed il linguaggio matematico non è fatto di forse, di potrebbe, chissà...!
L'implicazione più rilevante nell'affermazione che la matematica è un linguaggio è però che essa, come tutti i linguaggi, ha la sua sintassi, ma anche la sua semantica e la semantica è naturalmente e strettamente legata al contesto nel quale usiamo questo linguaggio matematico.
Un'applicazione affascinante del linguaggio matematico l'abbiamo sperimentata studiando fisica nel primo semestre: ogni fenomeno biologico analizzato nell'ambito della fisica medica ("contesto") risulta regolato da formule matematiche. Ad esempio la dinamica dei fluidi biologici è regolata dalla legge di Bernoulli, gli scambi di ossigeno tra il sangue circolante e i diversi tessuti dipendono dalle differenze di pressione idrostatica tra vasi e tessuti.
...in conclusione la matematica è un linguaggio universale!
22:25
Scritto da : carolsmile
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05/04/2008
... ma Galileo l'aveva capito il contesto?
<< La filosofia è scritta in questo grandissimo libro che continuamente ci sta apero innanzi a gli occhi (io dico l'universo), ma non si può intendere se prima non s'impara a intender la lingua, e conoscer i caratteri, ne' quali è scritto. Egli è scritto in lingua matematica, e i caratteri son triangoli, cerchi, ed altre figure geometriche, senza i quali mezi è impossibile a intenderne umanamente parola; senza questi è un aggirarsi vanamente per un oscuro laberinto. >>
Galileo Galilei
14:55
Scritto da : carolsmile
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